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Carta dei vini

Vini Franciacorta

Descrizione generale di vino e territorio del Franciacorta Docg

Il Franciacorta è uno spumante che racchiude in se stesso tutto il radicamento e la tradizionalità di un territorio di pregio, ricco di cenni storici e attrattivo dal punto di vista turistico, come pochi altri in Italia. Le tre versioni di franciacorta DOCG sono: Spumante Bianco, Satèn e Rosé.

Il terreno ha origine glaciale, la presenza di sassi morenici costituisce un fattore positivo, perché le pietre immagazzinano di giorno il calore del sole per cederlo durante la notte, inoltre l’adeguato livello ghiaioso del suolo, garantisce il drenaggio delle acque in eccesso, che potrebbero nuocere alle radici della pianta e influire negativamente sulla qualità dei grappoli.

Il nome dei questo fantastico Spumante italiano, descritto come uno dei migliori della nostra tradizione enologica, ha un'origine medievale e deriva dalla dicitura “Franche curtes”, che significa “Corte Franca”, ovvero terra esentata dall'obbligo di versare le imposte. Infatti, la Franciacorta, o “Franzacurta”, come era denominata nel XIII secolo, era terra di abbazie e di priorati e godeva quindi di particolari privilegi economici e sociologici. La viticoltura era già praticata nel Medioevo, ma divenne sistematica a partire dall'Ottocento, ne è testimone lo storico Gabriele Rosa. Fino a cinquanta o quarant'anni fa i vini prodotti, quasi esclusivamente rossi, non erano eccellenti. In questo periodo ebbero luogo i primi esperimenti di spumantizzazione ad opera di Guido Berlucchi di Borgonato che aprì la strada spumantistica che tutta la Franciacorta avrebbe poi seguito. Ancora oggi si può dire che la produzione di questa regione vinicola è in continuo miglioramento qualitativo.

Lo spumante Franciacorta ha poi, in seguito a numerosi periodi di perfezionamento, ottenuto per merito prima l’ambito riconoscimento DOC, che ne certifica l’origine Controllata, importantissima onoreficenza raggiunta nel 1967 e successivamente, l’ulteriore grado di certificazione che oltre all’origine ne certifica e ne garantisce la denominazione; infatti nel 1995 il Franciacorta diviene DOCG.

ll disciplinare della DOCG dello spumante Franciacorta né prevede tre versioni precentemente anticipate: lo spumante bianco, rosé e satèn. Una versione di Franciacorta unica al mondo nel genere è quella Satèn. In origine, quando non era ancora DOCG, si definiva “cremànt”, cremoso, per la produzione più bassa di CO2. Il Satèn, con la minore percezione della pungenza, dà una sensazione più morbida, setosa e rotonda.

 

Zona di produzione del Franciacorta Docg

 

La terra di origine è una regione che si trova in Lombardia più precisamente nella provincia di Brescia e che comprende tutto il territorio dei comuni di Paratico, Capriolo, Adro, Erbusco, Corte Franca, Iseo, Ome, Monticelli Brusati, Rodengo-Saiano, Paderno Franciacorta, Passirano, Provaglio d'Iseo, Cellatica, Gussago e parte dei comuni di Cologne, Coccaglio, Rovato, Cazzago San Martino. Geograficamente e territorialmente è delimitata dalla sponda del lago di Iseo, a nord, dai fiumi Oglio e Mella, rispettivamente a Ovest e a Est, e dalle colline che si estendono intorno al comune di Rovato a Sud.

 

Le uve con le quali si produce il Francicorta

I vitigni interessati alla produzione di questo meraviglioso spumante sono il: Pinot bianco, lo Chardonnay e il Pinot nero.

Il Pinot bianco, di derivazione francese e appartenente alla grande famiglia dei Pinot, e occupa ormai circa il 5% della superficie totale del territorio di produzione del Franciacorta DOCG. La pianta del Pinot bianco è dotata di buona vigoria, la foglia è verde intenso e il grappolo tende ad assumere tonalità meno dorate di quelle dello Chardonnay, rispetto al quale è anche molto più compatto. Il Pinot bianco non è utilizzato in purezza né nella produzione dei vini-base del Franciacorta né dei vini fermi “Cortefranca Bianco”, ma è usato in percentuale massima del 50%.  Il vino ha un corpo pieno ed elegante, buona acidità fissa, e il suo profumo ricorda la crosta di pane appena sfornato e, grazie alla sua capacità di evoluzione e persistenza esprime anche intensi sentori ammandorlati.

Lo Chardonnay, è una varietà di vite a bacca bianca molto pregiata, è coltivato ormai da alcuni decenni in Franciacorta, anche se è difficile stabilire con precisione assoluta la data della sua introduzione. Probabilmente, alcuni produttori lo hanno introdotto già agli inizi degli anni ’50, avendone apprezzato le caratteristiche specifiche di vinificazione e la qualità. Verso il 1950, questa varietà iniziò a diffondersi in Franciacorta, mescolata inconsapevolmente al Pinot bianco. Questo fatto contribuì a confondere le due coltivazioni, dato che nessuno si era preoccupato di distinguerle in modo chiaro e preciso dal punto di vista varietale. Tuttavia, fin dall’inizio, quando i vivaisti si procuravano il materiale per preparare le nuove piantine di vite, davano la preferenza ai ceppi con le caratteristiche migliori. E quelle viti che si distinguevano per regolarità produttiva, migliore conformazione del grappolo, grado zuccherino più elevato e colore dorato degli acini, altro non erano che di Chardonnay. Solo nel 1963 si giunse a una chiara differenziazione delle due varietà, quando, presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, venne impiantato un vigneto di Chardonnay “in purezza”, con viti importate direttamente dalla Francia. A quel punto le differenze tra le due varietà furono definitivamente chiarite, evidenziando le qualità superiori dello Chardonnay, che derivano soprattutto dal suo favorevole adattamento in Franciacorta, terra nella quale ha trovato un habitat molto simile alla patria d’origine. Nel 1978, lo Chardonnay fu iscritto nel catalogo nazionale delle varietà e nel 1980 diventò un vitigno autorizzato e raccomandato per la provincia di Brescia. Attualmente, in Franciacorta lo Chardonnay occupa oltre 2.000 ettari di terreni iscritti all’Albo del Franciacorta, che corrispondono a circa l’80% della superficie totale. La pianta dello Chardonnay è caratterizzata da medio vigore, ha foglie verde chiaro, grappolo caratteristico di colore verdastro tendente al giallo, mediamente compatto e con acini dotati di buccia robusta e spessa.

Il Pinot Nero è il secondo vitigno per diffusione in Franciacorta e occupa circa il 15% della superficie totale destinata alla produzione dello spumante DOCG. Questo vitigno, la cui culla è la Borgogna, ha una variabilità comportamentale che lo porta a volte a interagire in modo imprevedibile con l’ambiente in cui è impiantato, ma può dare grandi risultati sia vinificato in rosso che spumantizzato. La pianta del Pinot nero è abbastanza robusta e rustica, con foglie normalmente lobate e/o pentalobate, di colore verde scuro, con grappolo a pigna, molto serrato e di dimensioni ridotte. Il Pinot nero è impiegato soprattutto nei Millesimati e nelle Riserve del Franciacorta DOCG, ai quali offre struttura e longevità. È un componente indispensabile per le cuvée del Franciacorta Rosé, nelle quali deve rappresentare almeno il 25%

Analisi del vino Franciacorta Docg

Il Franciacorta DOCG può presentare caratteristiche sensibilmente diverse a seconda delle prevalenze di vinifazione con il quale è prodotto. Ad ampliare in maniera esponenziale questa peculiarità contribuisce anche il disciplinare di produzione che a sua volta lascia ampia discrezionalità sulle uve da utilizzare. In linea di massima però lo spumante si presenta a livello visivo con un colore brillante, giallo paglierino chiaro con bagliori lucenti e possibili riflessi verdini. Leggero perlage finissimo, persistente, la spuma è ricca consistente e leggera al tempo stesso.

A livello olfattivo esprime un odore fruttato che comprende leggeri sentori di frutti di bosco, talvolta di mela verde o di mela acerba.

L’esame gustativo fa percepire il sapore secco dello spumante per eccellenza, con sensazioni di frutta e, in alcune produzioni, si coglie una gradevole nota amarognola specie nel finale.

 

Temperatura di serviziono e bicchiere consigliato

Il Franciacorta DOCG va servito alla temperatura di 6 gradi centigradi che possono salire a 8 gradi centigradi nella versione rosè. Va assolutamente servito molto freddo in bicchieri flute, alti e affusolati.

 

Abbinamenti consigliati con il Franciacorta Docg

Ai fini dell'abbinamento vanno distinte le tre varietà bianco, rosè, cremant.

La varietà bianco, millesimato o no, è destinata a rappresentare il riferimento per gli aperitivi, per i piatti di apertura a base di pesce, per i primi piatti delicati e per i secondi piatti soprattutto a base di verdure o pesce.

Il Franciacorta rosè è in genere più corposo del bianco ed è adatto ad accompagnare pesci saporiti, verdure molto sapide e carni bianche leggere.

I Satèn si accompagnano alla perfezione con insalate di pesce, carpaccio di pesce e frutti di mare crudi o cotti al vapore e leggermente speziati.

 

Naviga sulla notra enoteca online Negoziodelvino, troverai svariate tipologia di Franciacorta, differente tra loro per prezzo, cantina di provenienza e tipologia.