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Carta dei vini

Descrizione generale di vino e territorio di produzione del Greco di Tufo Docg

Il Greco di Tufo è un vino bianco che rappresenta l’eccella Campana ed Avellinese della tradizione Vitivinicola ed enologica del territorio, riconosciuta a livello nazionale ed internazionale grazie alla sua qualità eccelsa. Il vino bianco Greco di Tufo, che puoi trovare sulla nostra enoteca on line Negoziodelvino è prodotto in una ristrettissima area della provincia di Avellino, confinante con il sud della Provincia di Benevento e comprendente solo otto comuni, che si sviluppano attorno alla cittadina di Tufo, comune Irpino caratterizzato da grande valenza vitivinicola tant’è che la ferrovia locale è stata denominata “Ferrovia del Vino”, proprio per sottolineare la vocazione locale. Sono tanti i vini Campani di riconosciuta eccellenza prodotti in quest’area geografica che presenta particolari caratteristiche e specifiche sinergie tra terreno e clima. Si possono citare a tal proposito i famosissimi Taurasi nelle tipologie DOCG Rosso e Riserva, Il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo DOCG Bianco e Spumante.

Per quanto riguarda il Greco di Tufo Bianco DOCG, come descritto chiaramente dal disciplinare di produzione, è indispensabile durante la fase di coltivazione dei vitigni di Greco Bianco utilizzare terreni collinari con ottima esposizione in modo da poter fruire della benefica luce solare diretta per un tempo più lungo possibile soprattutto durante la stagione estiva. Per questo, il vino prodotto con uve di “fondovalle”, dove l’umidità si accumula e la luce del sole non è diretta durante tutto l’arco del giorno è escluso dalla denominazione DOCG. La qualità eccelsa per questo vino Campano è anche deducibile dal fatto che, sempre secondo il disciplinare di produzione, non è ammessa alcun tipo di forzatura alle coltivazioni per accrescere la naturale densità produttiva. Lo stesso vale anche per la vinificazione che deve avvenire in loco secondo i metodi tradizionali. Il territorio del vino Bianco Greco di Tufo DOCG è circoscritto entro i limiti amministrativi dei comuni di Tufo, di Altavilla Irpina, di Chianche, di Montefusco, di Prata di Principato Ultra, di Petruro Irpino, di Santa Paolina e di Torrioni. Paesaggisticamente l’area è caratterizzata da numerose vallate che si alternano a medio alte elevazioni montuose dell’appennino settentrionale. Si affaccia sul versante centro - occidentale della penisola ed è bagnato solo da piccoli corsi d’acqua, che nella stagione invernale si riempiono e sprigionano maggior vigorosità rispetto alla magra delle stagioni estive. I colli sui quali vengono coltivati i vitigni di Greco Bianco, come quelli della Grecia peninsulare sono caratterizzati da una grande prevalenza di elementi argillosi e sabbiosi, unitamente ad una elevata presenza di potassio e Sali minerali disciolti che permettono di far fronte in maniera eccellente anche ai grandi periodi di siccità.

Il vitigno Greco, dal quale si ricava il Greco di Tufo DOCG è di derivazione Greca e si pensa che sia giunto nella nostra penisola, nei territori che più richiamano l’orografia e il territorio Greco proprio a causa di una grande crisi dell’agricoltura che colpì la Grecia nell’VIII secolo A. C. che costrinse la popolazione della penisola ellenica a migrare oltremare e a stanziare nel nostro territorio irpino e nei villaggi collinari e montani le loro colture e le loro tradizioni. Alla produzione locale del tempo di vino e di colture fece da trampolino la tradizione Veneziana di viaggiatori, navigatori e mercanti che portarono questi prodotti ovunque nel mediterraneo estendendo esponenzialmente questo mercato. Da questo vitigno originale, poi a causa della sempre più conclamata qualità furono prodotte due differenti sottocategorie, comunque di buona qualità anche se inferiore all’originale in quanto coltivate in terreni che non dispongono di qualità organolettiche ideali. Quella del Greco coltivata generalmente in tutta la Calabria e del Greco Bianco, coltivata sempre in Calabria nei territori dell’estremo sud, rivolti verso il mediterraneo, come i Comuni di Bianco, Gioiosa e altri comuni della costa Ionica.

Nello specifico il Vitigno di Greco a bacca bianca viene coltivato anche in altre regioni oltre alla Campania, dove però è presenta la qualità più eccelsa. È possibile trovare vitigni di Greco anche in Lazio, soprattutto nei territori del Sud e del Sud Est Laziale, In Molise, specie nelle aree rivolte verso l’adriatico, in toscana, nell’entroterra nord in Puglia lungo tutto il territorio e in Basilicata soprattutto nelle terre del Nord della regione, dove le colline sono maggiormente adatte a questo tipo di coltura.

Le caratteristiche Varietali del vitigno di Greco indicano una foglia piccola di forma pentagonale molto precisa. Il grappolo è grande ed allungato, ha una forma piramidale rovesciata grazie all’ala molto pronunciata, è compatto e denso di acini. Gli acini sono di medio piccola grandezza, di forma ellissoidale e di colore verde. La Buccia è invece molto pruinosa di colore verde tendente al giallo soprattutto dopo una prolungata esposizione al sole, indispensabile per lo sviluppo delle proprietà intrinseche della polpa. I vini prodotti con questo speciale vitigno campano assumono un colore giallo paglierino più o meno intenso, a seconda della maturazione delle uve. Al naso risultano gradevoli, di profumo intenso e persistente a lungo, fine e caratteristici. Il gusto è secco, molto fresco e caratterizzato da una buona armonica tra sapore e grado alcolico.

Vini affini e prodotti con le stesse uve del Greco di Tufo

Per la vinificazione del Greco di Tufo DOCG le uve usate sono solo quelle del vitigno Greco al 100% puro prodotto e vinificato localmente, per altre tipologie di vino che ammettono la miscelazione, a discapito della certificazione riconosciuta a livello nazionale è ammessa una percentuale minima dell’85% dei uve di Greco e il massimo 15% di Coda di Volpe Bianca che offre viti poco vigorose e a maturazione precoce. Restituisce un vino se vinificata pura di colore oro chiaro, quasi paglia, caratterizzato da forte acidità, di medio corpo e con riflessi piccanti e salini sul palato. Il disciplinare di produzione inoltre impone una vendemmi manuale con la selezione delle uve di Greco appartenenti ad una maturazione tardiva che si aggira attorno alle seconda metà di ottobre. Le viti più pregiate per la produzione del Greco di Tufo DOCG sono quelle che hanno una età media di 15 massimo 25 anni che sono allevate secondo il sistema “Guyot”, che predilige durante la potatura che avviene in inverno il mantenimento delle gemme sui rami vecchi di almeno un anno.

Il vitigno di Greco inoltre è utilizzato per la produzione anche di altri vini anche se in percentuali inferiori. Lo troviamo infatti in vini Pugliesi come il Gravina DOC, in vini del Molise tipo il Molise DOC, nel Lazio con il Cori DOC, il Marino DOC il Vignanello DOC, Il Frascati DOC e il Roma DOC. In Basilicata con il Matera DOC e in Toscana con il Bianco di Pitigliano DOC. In Campania il vitigno è utilizzato anche nel Capri DOC, nel Irpino DOC, nel Sannio DOC, nel Vesuvio DOC, nel Penisola Sorrentina DOC e nel Cilento DOC. Alcuni vini tutti caratterizzati dalla certificazione IGT che utilizzano una percentuale rilevante di vitigno Greco, che come ricordiamo è presente in numerose regioni del centro sud Italia sono: per la Puglia il Salento IGT, il Puglia IGT, il Tarantino IGT, Valle d'Itria IGT, il Murgia IGT, il Daunia IGT. Per la regione Basilicata è da citare il Basilicata IGT mentre per il Lazio sono da citare il Colli Cimini IGT e il Lazio IGT. Ancora una volta la Campania si conferma la regione che usa maggiormente questo vitigno autoctono, impiegato per la produzione di: Pompeiano IGT, Paestum IGT, Epomeo IGT, Dugenta IGT, Colli di Salerno IGT, Campania IGT, Beneventano IGT.

Vieni a cercarli sul nostro fantastico sito web, è facilissimo. Sono catalogati per tipologia o per regione. Naviga tra i nostri vini onlinne e troverai anche tantissime altre etichette tutti di ottima qualità e derivanti dalla tradizione enogastronomica italiana. Tra le altre scelte potai trovare anche il Greco di Tufo vinificato al 100% con uve di Greco.

La vinificazione del Greco di Tufo DOCG avviene in silos di acciaio dopo una attenta pigiodiraspatura a temperatura controllata di 4° centigradi e che dura al massimo 24 ore. La svinatura avviene con la pneumopressatura a garanzia dell’illimpidimento del mosto e la fermentazione che avviene a temperatura controllata di 10° massimo 12° centigradi si effettua per un minimo di 18 giorni che al massimo possono diventare 24. La maturazione avviene per sosta sui lieviti e dura circa 3 mesi in botti di acciaio inox.

Analisi del vino Campano Greco di Tufo

L’analisi sensoriale del Greco di Tufo DOCG restituisce alla vista un colore giallo paglierino, tendente all’oro grazie ai riflessi verdi erbacei. Al naso è chiaro e deciso il profumo di minerali e di sali in esso contenuti e che gli sono stati conferiti dalle caratteristiche intrinseche del terreno su cui sono maturate le uve. All’assaggio il vino è pieno, fresco, saporito e persistente grazie all’elevato grado di minerali in esso contenuti che contribuiscono anche alla persistenza del sapore sul palato. La gradazione alcolica del Greco di Tufo DOCG è di 13% e deve essere servito ad una temperatura compresa tra 10° e 12° gradi Centigradi in bicchieri di forma affusolata, alta e stretta verso la bocca come ad esempio il “Renano” adatto al servizio di vini bianchi freschi e strutturati.

Tenacità e Abbinamenti consigliati con il Greco di Tufo

Il vino Bianco Greco di Tufo DOCG è un vino secco, pregevole floreale, secco e strutturato che si accompagna amabilmente con antipasti a base di pesce che contemplano sia i crostacei crudi e cotti sia il salmone o il pesce azzurro cotto al vapore che si presenta delicato, con poco condimento e poco speziato. Si apprezzza anche con le zuppe di verdure o di legumi anche in tufato e soprattutto con i formaggi freschi. Esprime il meglio e si armonizza anche con i profumi con il pesce alla griglia come il baccalà, le aragoste e gli scampi, ma anche le seppie e i polpi. Abbinabile anche con le ostriche e gli altri frutti di mare soprattutto crudi o cotti al vapore.