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Carta dei vini

Descrizione generale di vino e territorio Buttafuoco Doc

Il Buttafuoco DOC, anche se non è un vino molto conosciuto, rappresenta per la Lombardia e per l’Italia un importantissimo elemento della tradizione enologica nazionale, di pregio e di elevata qualità, realizzato mediate i tradizionali metodi di vinificazione che ancora oggi vengono mantenuti dalle tradizioni locali. Il Buttafuoco DOC è un vino rosso secco fermo. 

Il Buttafuoco dell'Oltrepò Pavese è un vino DOC la cui produzione è consentita, mediante disciplinare nella provincia di Pavia. Si ottiene tradizionalmente dalla vinificazione congiunta dei vitigni Croatina, localmente chiamato anche Bonarda, Barbera, Uva Rara e Ughetta di Canneto, coltivati su versanti ben esposti e spesso molto ripidi, in una ristretta area collinare dell'Oltrepò Pavese orientale, corrispondente al territorio di sette comuni: Canneto Pavese, Castana, Montescano, Cigognola, Pietra de Giorgi, Broni e Stradella. Viene prodotto nelle versioni: fermo, anche a lungo invecchiamento, vivace e frizzante. Già considerato una tipologia della DOC Oltrepò Pavese, con Decreto Ministeriale del 3 agozto del 2010 ha ottenuto la qualifica di DOC a sé stante con la denominazione ufficiale di Buttafuoco dell'Oltrepò Pavese o Buttafuoco DOC.

Considerato, sin dai tempi di Strabone, importante geografo della Gracia antica, una zona di produzione di vini di qualità. Questa terra è anche, anzi soprattutto, antica dimora della vite. Un'importante testimonianza arriva dal reperto di un tralcio di vite, risalente ai tempi preistorici, trovato in Oltrepò Pavese. Nel corso dei decenni la viticoltura ha mantenuto il ruolo di coltura principale del territorio, tanto che nel 1970 il vino Oltrepò Pavese, e con esso la tipologia “Buttafuoco”, è stato riconosciuto come Denominazione di Origine Controllata.

A tal proposito si segnala che la Denominazione di Origine Controllata DOC del Buttafuoco dell'Oltrepò Pavese o semplicemente, Buttafuoco è una delle 22 Denominazioni di Origine Controllata della regione Lombardia.

Come anticipato, le uve con le quali viene prodotto sono quella di Barbera, Croatina, Uva Rara e Vespolina. Il vitigno Barbera è diffuso in Piemonte, Lombardia e in varie regioni del centro Italia. "La" Barbera per tradizione è indicato al femminile. Il vitigno Barbera è meno antico di altri coltivati in Piemonte, quali i Moscati, il Grignolino e il Nebbiolo. E' un vitigno la cui coltivazione si è espansa notevolmente nel corso degli anni ed oggi è il vitigno a bacca rossa più diffuso nella regione e assieme al Sangiovese il vitigno a più ampia diffusione in Italia. In passato la Barbera piemontese era considerato un vino “rustico”, ma con il tempo ha accresciuto la sua fama anche grazie a produttori lungimiranti che hanno saputo, tramite appropriati processi di vinificazione, creare sia ottimi vini di pronta beva, sia vini di media longevità e buona struttura che resistono al tempo e si evolvono con l’affinamento. Come il Nebbiolo anche la Barbera fa riconoscere nei suoi caratteri la natura del suolo di provenienza da cui la differente impronta che si può notare nelle diverse denominazioni che la rappresentano.

 

Vitigni impiegati per produrre Buttafuoco Doc

Il vitigno Croatina ha origini certe che risalgono solo alla seconda metà dell'800, ma si trovano sue tracce nella Valle Versa e nell'area di Rovescala sin dal medioevo. È stato citato dal Di Rovasenda (1877), dal Molon (1906), da Demarra e da Leardi (1875). Spesso viene confusa con la Bonarda, anch'essa coltivata nel Novarese, ma in realtà non esistono origini comuni tra i due vitigni. Presenta una notevole resistenza allo Iodio, e questo ha favorito la diffusione della Croatina in tutto l'Oltrepò e nel Novarese, anche a scapito di vitigni di maggior pregio ma più sensibili alle malattie come la Vespolina o il Nebbiolo.

Il vitigno Uva Rara è da secoli presente nella zona dell'Alto Piemonte, tra le province di Novara e Vercelli, e nella provincia di Pavia in Lombardia. I suoi caratteri morfologici sono stati di difficile identificazione essendo stata l'Uva Rara spesso confusa con la Bonarda Piemontese e la Croatina. Il Di Rovasenda (noto e illustre presbiterio italiano alla corte del Papa Paolo VI°), nei suoi scritti del 1877, indentificava la Bonarda di Gattinara con l'Uva Rara di Voghera, mentre il Molon, nel 1906, considerava l'Uva Rara un sinonimo del vitigno Bonarda. Oggi è stato finalmente appurato che non c'è alcuna parentela tra questi genotipi, per cui il vitigno Uva rara è da considerarsi geneticamente identificato.

Il vitigno Vespolina è presente soprattutto nel comprensorio dell'Oltrepò Pavese, che si trova nell'area più a sud della provincia di Pavia, a ridosso delle prime formazioni appenniniche, ed è costituito da un susseguirsi variegato di colline ed avvallamenti con altitudini tra i 100 e i 500 metri sul livello del mare. Il nome Vespolina, come nel caso di vitigni con nomi analoghi (Vespaiola) deriverebbe dal fatto che le vespe sono particolarmente attirate dalla dolcezza delle sue bacche mature all'epoca della vendemmia. Conosciuto anche col sinonimo di Ughetta, era uno dei più importanti vitigni dell'Oltrepò pavese e qui coltivato sin dalla fine del XVIII secolo.

 

Le uve con le quali si produce il vino Buttafuoco

Le percentuali di uvaggio indispensabili alla certificazione DOC del Buttafuoco, secondo il disciplinare di produzione prevede la vinificazione delle uve di Barbera in una percentuale compresa tra il 25%  e il 65%. A questo uvaggio va aggiunto quello di Croatina che deve essere compreso tra il 25% e il 65% anch’esso; ed infine, l’Uva rara, Ughetta (Vespolina), congiuntamente o disgiuntamente che possono concorre per al massimo il 45% dell’intero uvaggio.

Le caratteristiche varietali delle differenti uve evidenziano per la Croatinam un vitigno a bacca nera, foglia media o medio-piccola, allungata e pentagonale. I Grappolo grande, conico e allungato, con ala singola pronunciata, di media compattezza. L’acino è medio, di forma sferoidale ma regolare, con buccia di colore turchino, spessa e coriacea, abbondantemente ricoperta di pruina. Il Barbera, come più volte segnalato ha foglia di media grandezza, pentagonale, con pagina superiore quasi glabra. Il grappolo è medio e di forma piramidale, giustamente compatto. L’acino medio ed ellissoidale è di colore blu intenso. La buccia è abbondantemente pruinosa e sottile. La polpa è succosa, di colore trasparente (neutra), dolce e acidula. Complessivamente il vitigno di media vigoria, dà produzione ottima e costante.

Per l’Uva rara a livello parietale si evidenzia la foglia di grandezza media, pentagonale. La pagina superiore è glabra, l’inferiore è cotonosa con qualche nervatura. Il grappolo è di media grandezza, mediamente sciolto, allungato, conico e alato. L’acino è medio, tendente al grosso e tondeggiante. La buccia è pruinosa, abbastanza consistente, di colore turchino carico, quasi nero. La polpa è succosa di sapore semplice.

Infine l’Ughetta o più comunemente “Vespolina” (vitis vinifera circumpadana) è un vitigno a bacca rossa, che giunge a piena maturazione verso la prima metà di ottobre. Sull'origine del suo nome esistono molte versioni, tra le quali quella che lo attribuisce al fatto che l'uva è molto dolce e attrae le vespe. I caratteri distintivi della pianta sono la foglia piccola pentagonale, il grappolo abbastanza compatto ed allungato, acino scuro tendente al nero.

 

Analisi del vino Buttafuoco Doc

Alla vista questo vino Lombardo

L’analisi del vino, identifica interessanti aspetti in ogni ambito. Per quanto riguarda il comparto visivo si esprime con un colore rosso rubino vivace con riflessi violacei evidenti soprattutto se attraversato dalla luce solare.

A naso questo vino rosso

Per il comparto olfattivo denota una buona intensità, penetrante e persistente, con una leggera nota di liquirizia, confettura di ribes con sfumature speziate. L’odore è generalmente vinoso e fragrante.

In bocca il Buttafuoco Doc

Per il comparto gustativo si esprime con un gran corpo, netto, rotondo e robusto. Pieno e duraturo.

 

Abbinamenti consigliati degustando il Buttafuoco DOC

Il vino Oltrepò Pavese Buttafuoco DOC, che trovi vinificato al 100% in purezza sulla nostra enoteca on line ad un prezzo fantastico è un vino rosso che si abbina alla perfezione con secondi di selvaggina ed in particolare selvaggina in umido.

È particolarmente indicato per i piatti più strutturati della cucina contadina tradizionale padana e soprattutto Pavese. Si associa altrettanto bene con i salumi crudi e cotti, oltre che a numerose preparazioni di carne, alla griglia e in umido.

 

Temperatura di Servizio e bicchiere consigliato con il vino rosso Lombardo Buttafuoco DOC

Va servito a 18 ° centigradi dopo una decantazione di circa un’ora. Il bicchiere adatto è quello della tipologia Ballon, ma va ugualmente bene anche il Gran Ballon. Deve essere consumato entro due anni dalla vendemmia.

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