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Carta dei vini

Descrizione generale di vino e del territorio del Fiano di Avellino Docg

Un altro importantissimo vino della tradizione vitivinicola Campana è senza ombra di dubbio il Fiano di Avellino che come altri vini che vengono prodotti in questa provincia come il Taurasi DOCG e il Greco di Tufo DOCG può anch’esso fregiarsi dell’importantissima attestazione DOCG che indica la certificazione del controllo e la garanzia della qualità eccelsa che solo il vino prodotto con determinate uve maturate in una specifica area può garantire. A tal proposito l’area in cui è permesso secondo il disciplinare, produrre il Vino Bianco Fiano di Avellino, sia esso vinificato con uve di Fiano pure al 100% o miscelate con altre vinificazione che possono al massimo raggiungere il 15%, si estende interamente entro la Provincia amministrativa di Avellino e tocca a Sud l’apice estremo della provincia di Salerno, a Est un lembo della provincia di Napoli e a Nord la provincia di Benevento. Quest’ambito territoriale, di pregio per l’intera penisola Italiana, è completamente ricoperto da vigneti in grado di produrre vini di eccellenza e di grande successo.

Il vino Bianco Fiano di Avellino DOCG prende proprio il nome da uno di questi vitigni, “il Fiano”. Anticamente dai Latini questo vigneto veniva chiamato “Vitis Apiana” in quanto la rilevante quantità zuccherina contenuta nelle bacche attirava numerose api, golose della dolcezza delle sue uve. L’origine del vino è millenaria e numerose scritture lo segnalano come vino eccellente e molto apprezzato già nel Medioevo. Federico II di Svevia che era vissuto nel XIII secolo era avvezzo a tenere gli ordini di vino Fiano e in un antico scritto recentemente ritrovato si può leggere che nel 1220 ne ordinò ben tre “salme” (oltre 40 litri) per cerimoniare l’incoronazione da Imperatore a Roma celebrata dal Papa. Successivamente anche Carlo D’Angiò dimostro l’amore per questo spettacolare vino Bianco Campano, facendo impiantare nel vigneto reale nell’entroterra sorrentino 16.000 ceppi di Fiano. In definitiva il Fiano di Avellino Bianco DOCG era apprezzatissimo da imperatori e consoli e ancora oggi molto apprezzato per le sue particolari caratteristiche che lo rendono straordinariamente curioso, fine, esuberante e unico.

Le uve di Fiano per la produzione del Fiano di Avellino DOCG sono allevate in collina attorno all’area appenninica orientale vicino ad Avellino, ad ulteriore garanzia di storica qualità e bontà di questo vino i Romani dedicarono a loro un passaggio della via Appia Antica così che Plinio rinominò le vigne con il nome di “Plinio Apianum”. Ancora oggi Il Vino bianco Fiano di Avellino DOCG è molto elegante raffinato e ben strutturato, è in grado di invecchiare anche per molti anni senza disperdere i sentori e le sue qualità organolettiche. Viene dai migliori Sommelier italiani considerato un vino aristocratico, prodotto di punta del meridione e della sua tradizione gastronomica. Il suo gusto è molto apprezzato per l’elevato sentore di frutta fresca e allo stesso tempo di nocciola e noci secche.

Vini affini e prodotti con uve Fiano di Avellino

Il Fiano di Avellino DOCG nasce nel settore territoriale vitivinicolo irpino, zona Italiana che vanta vini di elevata qualità come il famoso Taurasi e il Greco di Tufo, entrambe DOCG, che insieme al Fiano di Avellino compongono il Trittico di prodotti enogastronomici di eccellenza del territorio. Unitamente a questi vini che sono vinificati al 100% con uve di Fiano si segnalano anche i vini: Contessa Entellina Fiano DOC, prodotto in provincia di Palermo, Bianco, di colore limpido e molto profumato, il sapore è secco e con una elevato grado acido che ne esalta la secchezza e la freschezza. Le uve di Fiano infatti sono anche coltivate in Sicilia, soprattutto a nord della regione isolana che presenta caratteristiche climatiche e di costituzione del terreno paragionabili e fortemente assimilabili a quelle irpine. Altro vino è il Cilento bianco, prodotto nella provincia di Salerno e riconoscibile per la certificazione DOC, anch’esso bianco paglierino con riflessi più o meno intensi a seconda dell’invecchiamento che gli conferisce l’ambratura caratteristica dell’invecchiamento in botti di legno,esprime un odore delicato e un sapore leggero, molto armonioco e fresco. Il Sannio di Fiano DOC, che è prodotto anche nella tipologia Spumante viene prodotto in provincia di Benevento e presenta caratteristiche organolettiche virate essenzialmente sulla struttura forte, sulla secchezza e sull’armonicità tra sapore e profumo.

Le uve con le quali si produce il vino Fiano di Avellino Docg

Tornando al Fiano di Avellino, si ribadisce ancora una volta che quelli di migliore qualità sono prodotti con il 100% di uve di Fiano, ma il disciplinare di produzione permette anche miscelazioni che non interferiscono nel gusto e nell’odore, fino ad una percentuale del 15%. Sulla nostra enoteca on line Negoziodelvino potrai trovare le migliori qualità di vino Fiano di Avellino e di altri vini della regione Campania dove potrai anche valutare in autonomia e con estrema semplicità la vinificazione e la miscelazione di uve per la bottiglia che stai osservando.

Solitamente per le produzioni che prevedono una vinificazione insieme ad altre uve si segnalano per grado qualitativo le miscelazioni con le bacche di vite di Greco, di Coda di Volpe o di Trebbiano.

La vinificazione avviene a freddo le uve che vengono fatte macerare dopo essere state raccolte nella prima decade di ottobre giungono a fermentazione ad una temperatura controllata mentre il mosto viene fatti decantare a freddo. Successivamente l’affinamento avviene su fecce fini (depositi di vinificazione) e dura per diversi mesi (circa 10). Segno indiscutibile dell’elevata qualità del vino. Il materiale delle vasche di fermentazione è il classico Inox, mentre alcune produzioni locali prevedono anche la botte di legno, non contemplata nel disciplinare di produzione.

Analisi visiva del vino Campano Fiano di Avellino

L’analisi visiva del vino Fiano di Avellino DOCG evidenzia un colore giallo paglierino molto intenso, decorato da riflessi verdognoli ed erbacei, spesso, nelle versioni con più lungo affinamento tale abbinamento varia verso il colore oro.

All’olfatto risulta come sempre elegante, e riccamente complesso in un ventaglio di profumi fruttati, che variano dalla mela verde alla nocciola e alla frutta secca in generale, ma anche la pera fresca, l’albicocca, gli agrumi, l’acacia, il biancospino che persistono a lungo anche nel bicchiere. L’odore è comunque molto gradevole ed intenso, austero e gentile, nelle versioni più giovani si sente anche la menta piperita la salvia e la pesca bianca. Elemento che si contraddistinguo bene soprattutto grazie alla presenza di potassio nel terreno.

Al sorso risulta fresco ed armonico, al palato non è mai troppo voluminoso ma è sempre appagante, fine e pieno di gusto. Acido al punto giusto esalta la sua freschezza intrinseca, la sapidità infine evidenzia il ritorno di spiccate note floreali e di spezie fresche.

Abbinamenti consigliati con il Vino Bianco Fiano di Avellino

Il Fiano di Avellino DOCG va servito ad una temperatura di 8° massimo 10° Centigradi in un bicchiere alto e affusolato in modo da concentrare i sentori facilmente sprigionati.

Si abbina alla perfezione con frutti di mare crudi e cotti e pesci azzurri cotti di sapore mediamente corposo. Abbinabile anche con preparazioni di carni bianche delicate, provola e caciocavallo, La mozzarella di Bufala rappresnta il piatto di terra ideale da abbinare a questo vino Bianco, insieme ai minestroni e alle lasagne. È ideale che come aperitivo, con ostriche, crostacei e piatti di pesce di alta cucina.