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Carta dei vini

Descrizione generale del vino e territorio di produzione della Falanghina

Il vino bianco Falanghina IGT nasce da pregiati vitigni campani, della provincia di Benevento. Il vitigno di Falanghina ha origini molto antiche che lo collocano geograficamente alle pendici del Taburno e di piccole aree dei Campi Flegrei, caratteristica e peculiarità che gli ha fatto meritare la certificazione IGT (indicazione Geografica Tipica). Il Taburno è un massiccio calcareo che si trova negli appennini cento settentrionali della Campania, a ovest di Benevento. È un monte isolato rispetto all’intera catena appenninica, a est dalla Valle Telesina scavata nei secoli dal fiume Calore, a Ovest dalla valle Caudina, più aperta e di origini glaciali. Alle pendici del monte e viene coltivato questo fantastico vitigno, dal quale oltre alla Falanghina IGT sono prodotti anche il Sannio Falanghina Passito, il Sannio Falanghina Spumante.

La vite a seconda dell’area geografica in cui viene coltivata assume diversi sinonimi, come ad esempio “Falernia” nella provincia di Caserta oppure “Verace” nell’area di Pozzuoli e sul litorale Lucrino. Tuttavia si segnala che la vite per la produzione di Falanghina IGT è prodotta esclusivamente nella Provincia di Benevento, in una piccola area alle pendici del Monte Taburno. Il germoglio di grandezza compresa tra i 10 o i 20 centimetri è caratterizzato da un apice allargato e molto lanuginoso, la leggera peluria che si diffonde su tutta la lunghezza del germoglio è di colore verde chiaro con riflessi azzurri. Le foglie apicali della vite di Falanghina sono son cotonose e tale caratteristica va a diminuire ma mano che ci si allontana dall’apice e si procede verso la base, dove il colore verde perde intensità e si impallidisce. La forma è cuneiforme ma in alcune occasioni può assumere una forma orbicolare di media o piccola grandezza. Il numero delle punte è tre (trilobata), ma in alcune rare occasioni se ne possono osservare cinque (pentalobata). I seni laterali inferiori sono invece appena accennati. La pagina superiore è di colore verde acceso e glabra, quella inferiore di colore più chiaro ed opaco, è molto lanuginosa, soprattutto verso il margine. I dentelli del bordo sono mediamente pronunciati e di forma regolare.

La componente Legnosa della vite è di media lunghezza, debole e fragile con lenticelle molto pronunciate, di forma circolare dalla superficie liscia e con nodi molto pronunciati, di colore marrone/rosso; la corteccia è molto resistente e le gemme che da essa spuntano sono coniche e di grande dimensione.

Il grappolo matura nella seconda metà del mese di settembre, e la raccolta a livello produttivo avviene generalmente ad ottobre. La produzione generale è classificata come media, non molto omogenea sia in riferimento a quella complessiva del territorio sia in riferimento alla singola coltivazione. Richiede inoltre durante tutto il periodo di maturazione un clima asciutto e caldo; caratteristica che negli ultimi anni ha determinato alcuni problemi alla qualità del vino e alle cantine produttrici che hanno dovuto affrontare inverni lunghi e primavere caratterizzate da grande piovosità. Soprattutto per questo motivo le ultime annate catalogate come eccellenti per il Falanghina IGT sono quelle del 2006 e del 2008. La forma del grappolo è cilindrica e irregolare, mediamente alata nella parte superiore in maniera asimmetrica. Il peduncolo è corto e poco visibile, erboso ma che con la maturazione tende a lignificarsi. Raramente il grappolo assume una forma tortuosa e affusolata che richiama quella della chiave di violino, dove la punta inferiore volge verso un lato, e l’ala più pronunciata in alto volge dalla parte opposta.

Gli acini sono verdi e sferoidali, di media grandezza tendente al piccolo, la buccia è pruinosa e ha un colore grigio tendente al giallo che si distribuisce in maniera omogenea su tutta la superficie. Spessa e Consistente, racchiude una polpa incolore e leggermente croccante che esprime sapore di ginestra molto leggero, leggermente acido.

La Falanghina è un vitigno nobile e molto apprezzato, soprattutto in Campania dove è uno dei più diffusi. Il suo nome deriva dal Latino “Phalange”, ovvero “Legata al Palo” richiamando la formazione militare dell’esercito greco che occupava quei territori. Il vitigno si è poi storicamente diffuso in tutta la Provincia di Benevento ma il suo areale storico, che è stato mantenuto stabile fino a trenta anni fa per poi essere diffuso, comprendeva i comuni di Montesarchio e Benevento dove ancora oggi sono coltivate e mantenute attive vigne secolari. Il vitigno di falangina che si è sviluppato in quelle aree sin da epoche romane, è un vitigno robusto con maturazione tardiva (ultima decade di settembre). Produce un vino dal colore giallo con riflessi cerulei, tendenti al dorato, il profumo è gradevole e molto intenso, esprime il calore della terra di provenienza e al gusto, risulta vellutato, sottile e molto elegante.

La vinificazione avviene a freddo secondo lo statuto riconosciuto a livello nazionale e vengono impiegate solo uve selezionate all’inizio di ottobre in modo da essere certi sul giusto grado di maturazione. La fermentazione avviene attraverso il controllo della temperatura  del mosto che viene fatto decantare a freddo. L’affinamento invece viene fatto in serbatoi di in acciaio inox.

Vini affini alla Falanghina e prodotti con le stesse uve

Questo vitigno della regione campania, vinificato soprattutto puro al 100% oppure miscelato con altre vigne, rigorosamente prodotte nell’area del Beneventano da origine a diverse tipologie di prodotto DOC (Denominazione di Origine Controllata) della Campania, una delle regione che produce vini qualitativamente superiori come; tra cui Falanghina del Taburno, Falanghina Campi Flegrei, Galluccio, Irpiania Campi Taurasini, Capri, Falanghina del Sannio, Falerno del Massico, Cilento, Castel San Lorenzo.

Le uve con le quali si produce il vino Falanghina

Questo fantastico vino bianco, Principe della Campania viene prodotto con il 100% di vitigno Falanghina vinificato Puro.

Analisi del vino Falanghina

Deve essere servito ad una temperatura di 10° in un calice di media altezza, e media campanatura perché anche se bianco necessita di una breve decantazione. Inoltre l’apertura della campanula del bicchiere permette di fruire a pieno dei sapori e degli odori derivanti dalla composizione chimica del terreno prevalentemente argillosa.

All’esame visivo si presenta di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli che rimandano al colore dell’oro. Molto limpido e puro.

A livello olfattivo esprime un odore fortemente fruttato che rimanda alla mela verde all’ananas e agli agrumi, sentore e caratteristica che gli viene conferita dagli elementi argillosi e calcarei presenti nel terreno in cui viene prodotto.

L’esame gustativo lascia facilmente percepire il gusto secco, fresco e lievemente acidulo, comunque vivace e corposo. La freschezza al palato è anche esaltata dall’ottimo equilibrio trà acidità e vinosità che conferiscono grande struttura alla falanghina IGT di Campania.

Abbinamenti consigliati con la Falanghina

Il vino bianco Falanghina IGT è da tutto pasto, accompagna primi piatti, minestre, cucina a base di pesce in generale, piatti freddi, mozzarella di bufala e formaggi freschi. Si abbina alla perfezione con il pesce, le zuppe di funghi e minestre di verdura.

 

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