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Carta dei vini

Descrizione generale di vino e territorio Sant’Antimo Doc

Il Vino Sant Antimoo DOC, è un vino Toscano di particolare pregio. Vanta la preziosa Certificazione di Origine Controllata e la sua enorme polivalenza permette di produrre con questa denominazione “Sant Antimo” ben sette tipologie di vino. Sant'Antimo bianco, Sant'Antimo rosso, Sant'Antimo novello, Sant'Antimo Pinot Nero, Sant'Antimo Vin Santo, Sant'Antimo Vin Santo riserva, Sant'Antimo Vin Santo Occhio di Pernice riserva.

L’etichetta Sant antimo DOC è una delle 39 Denominazioni di Origine Controllata della regione Toscana. Viene prodotta in un ristrettissimo fazzoletto di territorio toscano particolarmente pregiato. Geograficamente si localizza a ovest rispetto a Montepulciano, che dista circa 50 km. Il territorio di produzione è rachiuso tra i comuni di Castiglione D’Orcia, Paganico, Buonconvento e la Riserva naturale del basso monte Merse. Ricade quasi interamente nel territorio amministrativo di Montalcino. La Certificazione DOC fu asegnata con apposito DPR nel 1996 e da allora, il disciplinare di produzione indica con fermezza i vitigni, che solo se coltivati entro il limite geografico indicato, posso concorrere alla produzione del Sant Antimo DOC.

I vitigni ammessi sono quelli di: Trebbiano toscano, Malvasia bianca lunga, Sangiovese, Malvasia Nera e altri minori vitigni idonei alla coltivazione nella regione Toscana. L’assegnazione della denominazione di origine controllata “Sant’Antimo” è riservata ai vini bianchi e rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione. La base ampelografica normata dal disciplinare deve infatti essere così articolata. La denominazione di origine controllata “Sant’Antimo” Rosso è riservata al vino ottenuto dalle uve dei vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Toscana. La denominazione di origine controllata “Sant’Antimo” Bianco è riservata al vino ottenuto dalle uve dei vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Toscana.

La denominazione di origine controllata “Sant’Antimo” Vin Santo è riservata al vino ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti aventi nell’ambito aziendale, la composizione ampelografica composta da Trebbiano toscano e Malvasia bianca lunga, da soli o congiuntamente, minimo 70%. Possono  concorrere altri vitigni idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Toscana per non oltre il 30%.

La denominazione di origine controllata “Sant’Antimo” Vin Santo Occhio di Pernice è riservata al vino ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti aventi nell’ambito aziendale, la composizione ampelografica deve essere articolata con uve di Sangiovese dal 50 al 70% massimo, Malvasia nera dal 30 al 50%. Possono concorrere altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Toscana per non oltre il 30%.

La denominazione di origine controllata “Sant’Antimo” seguita dalle seguenti specificazioni: “Chardonnay”, “Sauvignon”, “Pinot Grigio”, “Pinot nero”, “Cabernet Sauvignon”, “Merlot”, è riservata ai vini ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti composti dai corrispondenti vitigni per almeno l’85%. Possono concorrere alla produzione di questi vini le uve dei vitigni con bacca di colore analogo, idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Toscana fino ad un massimo del 15%.

Le uve con le quali si produce il vino Toscano Sant’Antimo

Come anticipato questo magnifico vino Toscno che potrete trovare nella nostra enoteca online ad un fantastico prezzo, in ogni suaa tipologia, viene prodotto con uve di Trebbiano toscano, Mlavasia bianca lunga, Sangiovese, Malvasia N., Vitigni idonei alla coltivazione nella regione Toscana.

Per il Trebbiano Toscano si sottolinea l’origine comune agli altri vitigni della famiglia dei Trebbiani, noti in Italia fin dall'epoca romana. Il loro nome deriva da "Trebula", ossia fattoria. Vino di Paese e casereccio per la gente che lavora i campi. La storia ha portato il Trebbiano toscano in Francia, col nome di Ugni Blanc, dove costituisce la base per la produzione del Cognac e dell'Armagnac, probabilmente a seguito del trasferimento del Papa a Avignone nel quattordicesimo secolo. Altri datano la sua diffusione oltralpe al matrimonio di Caterina de'Medici con Enrico II di Valois, Re di Francia. E' un vitigno caratterizzato più dalla produttività che dalla personalità, e, anche grazie alla spiccata acidità che conferisce ai vini, si presta all'appassimento, dando la sua massima espressione nel Vin Santo del Chianti.

Per il Malvasia Bianca Lunga (generalmente Malvasia) sono indicati molti vitigni, la maggior parte a bacca bianca, geograficamente distribuiti un po' in tutta Italia. Sebbene di origini diverse, tutti questi vitigni condividono alcune caratteristiche di base. Presentano tutti, anche se con diversi gradi di intensità, una fragranza piccante di muschio e di albicocca e residui zuccherini piuttosto alti. Queste caratteristiche rendono i vitigni del gruppo delle Malvasie particolarmente adatti alla produzione di spumanti e di passiti. Il loro nome "Malvasia" deriva da una variazione contratta di Monembasia, roccaforte bizantina abbarbicata sulle rocce di un promontorio posto a sud del Peloponneso, dove si producevano vini dolci che furono poi esportati in tutta Europa dai Veneziani con il nome di Monemvasia. Il vino fatto con questa varietà era divenuto estremamente popolare, tanto che Venezia pullulava di osterie, chiamate Malvase, consacrate al suo consumo. Nello specifico il vitigno Malvasia Bianca Lunga esiste in Toscana da secoli e ha fatto parte della ricetta originale del Chianti, completata da Benito Ricasoli nel 1870: infatti veniva coltivata in vigneti misti con il Trebbiano, il Sangiovese e il Canaiolo. Da qui il sinonimo di Malvasia del Chianti. Il vitigno Malvasia Bianca Lunga è anche largamente diffuso in Veneto, Abruzzo, Puglia, Umbria e Lazio e viene spesso vinificato in uvaggio col Trebbiano Toscano, per fare vini bianchi secchi e dolci, il più famoso dei quali è l’Orvieto DOC.

Il vitigno Malvasia Nera, secondo quanto riportatno nel Registro Nazionale Varietà di Vite, come le altre Malvasie a bacca nera, apparteine a quella famiglia di vitigni Il cui nome "Malvasia" deriva da una variazione contratta di Monembasia, roccaforte bizantina abbarbicata sulle rocce di un promontorio posto a sud del Peloponneso, dove si producevano vini dolci che furono poi esportati in tutta Europa dai Veneziani con il nome di Monemvasia. Il vino fatto con questa varietà era divenuto estremamente popolare, tanto che Venezia pullulava di osterie, chiamate Malvase, consacrate al suo consumo.

 

Analisi del vino del Sant’antimo

Il vino Sant Antimo DOC, come gia ampiamente descritto viene prodotto in differenti tipologie tutte da assaporare e scoprire. Potrai trovare i vini a denominazione di origine controllata sant antimo, navigando dulla nostra enoteca on line.

L’analisi del vino in linea generale evidenzia dei colori brillanti e decisi in tutte le tipologie del Sant’antimo, colori che spesso si esprimono con riflessi brillanti e tenui.

Gli odori sprigionati da questi vini di toscana sono ampi e persistenti, piaacevoli e che richiamano il territorio prevalentemente argilloso, annunciando una intensa sapidità.

Al sorso sono decisi, rotondi, lisci e freschi. Giusto compromesso tra sapidità e grado tannico.

Abbinamenti consigliati con il Sant’Antimo

La gamma di combinazioni e abbinamenti, grazie alle numerose denominazioni è di conseguenza molto ampia, essendo possibile gustare al meglio i vini delle singole tipologie con i piatti di tante cucine sia locali che italiane. Abbinabile alla perfezione anche alcuni piatti della cucina internazionale o di fantasia. Si presta bene acnhe per gli aperitivi, gli antipasti, per le versioni più giovani e fresche (bianchi e rosato) fino a tutte le più diverse portate anche ben strutturate (rossi e riserve).

La temperatutra di servizio per i novelli, i bianchi e i rosati varia da 10 a 16 Gradi Centigradi da servire in bicchieri alti e slanciati in grado di concentrare al naso i sentori profumati. Per i rossi e i vini di Riserva si consigli auna temperatura di 18° gradi Centigradi ed un servizio in bicchieri Ballon oppure Grand Ballon.