Sassicaia Tenuta San Guido 2013 Tenuta San Guido

Toscana
Bolgheri Sassicaia DOC
2013
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Premi e Riconoscimenti

Punteggio sommelier
94/100
2016
3 Bicchieri gambero rosso
5 Grappoli AIS
James Suckling
97/100
2016

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Alla scoperta dei vini della Tenuta San Guido I vigneti della Tenuta San Guido si estendono su una ...
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Caratteristiche del vino

Cantina
Tenuta San Guido
Regione
Toscana
Carta dei vini:
Bolgheri Sassicaia
Denominazione:
Bolgheri Sassicaia DOC
Annata:
2013
Uvaggio:
85% Cabernet Sauvignon, 15%Cabernet Franc
Gradazione:
13,50%
Formato:
Bottiglia standard
Cl:
75cl
Stile:
Corposo e intenso
Abbinamenti cibo-vino:
Affettati e salumi, Arrosto di carne, Tagliata di Manzo, Formaggi stagionati, Selvaggina, Carne Rossa in umido, spezzatino di carne e selvaggina

Descrizione vino

Il vino più famoso d’Italia vanta una denominazione DOC Bolgheri Sassicaia. La tenuta San Guido produce questo magnifico vino composto da un raffinato blend, atipico per l’area di produzione, ma di eccezionale resa qualitativa, specie se coniugata alle caratteristiche dell’area di produzione. Il blend è composto per 85% da uve di Cabernet Sauvignon e per il 15% da uve di Cabernet Franc. Tutti i vigneti sono rigorosamente allevati su terreni con caratteristiche morfologiche varie e composite con forte presenza di zone calcaree ricche di galestro e di sassi e parzialmente argillosi; si trovano a un’altitudine compresa fra i 100 e i 300 metri sul livello del mare, con esposizione a Ovest e a Sud-Ovest.

Il sistema di allevamento adottato è quello a cordone speronato con una densità d’impianto per le viti più mature è compresa tra i 3’600 ceppi per ettaro e i 5’550 ceppi per ettaro. Mentre, per impianti più giovani la densità raggiunge i 6’200 ceppi per ettaro di terreno vitato.

Per la vendemmia, che si svolge assolutamente a mano, si procede prima con la raccolta delle uve di Cabernet Franc, che per prime hanno raggiunto l’ottima maturazione fenolica. Il Cabernet Franc si raccoglie nei primissimi giorni di Settembre, Poi si procede con la raccolta delle uve di Cabernet Sauvignon che avviene a partire dalla prima decade di Settembre per poi concludersi, con le uve dei vigneti delle alture di Castiglioncello di Bolgheri, tra la fine di Settembre e i primissimi giorni di Ottobre.

La vinificazione suprema prevede invece la pressatura soffice delle uve e la successiva fermentazione in tini di acciaio dove il mosto permane a temperatura controllata intorno ai 30°C massimo 31°C. Non è assolutamente prevista l’aggiunta di lieviti esterni. La macerazione si protrae in media per almeno 9 – 12 giorni sia per il Cabernet F. sia per il Cabernet Sauvignon mantenuti ancora separati. Durante questa fase sono frequenti le azioni di rimontaggi dei mosti. La successiva fermentazione malolattica viene lasciata completamente svolgere sempre in tini di acciaio. L’invecchiamento, che si avvia al completamento della fermentazione malolattica, prevede che il vino ora composto in blend, sia posto in barrique di rovere francese dove si affina per un periodo di 24 mesi prima dell’imbottigliamento e di una successiva fase di affinamento in vetro prima della commercializzazione.

Caratteristiche del vino Sassicaia Tenuta San Guido

Per la descrizione di questo raffinatissimo vino Rosso, Pregiato, di grande classe e con un inimitabile carattere, che oltre a contraddistinguere il gusto del vino stesso, ne ripercorre la storia e la tradizione locale, il NEGOZIO DEL VINO si è affidato alla descrizione della riconosciuta Guida ai Vini d’Italia del Gambero Rosso, dove il Sassicaia è stato giudicato con 3 bicchieri su 3 in tutte le annate di riferimento e dove è stato premiato come rosso dell’anno 2013.

Il vino rosso Sassicaia della Tenuta San Guido è semplicemente perfetto. Ogni parola può solo sembrare superflua e riduttiva di fronte alla magnificenza di questo vino. Al naso complesso, ampio e sfaccettato, frutto croccante, erbe e radici, sottobosco, iodio. Tannino e acidità, una strutturata prorompente ed elegante, sinuosa, un chiaroscuro che si concede e si ritrae in un meraviglioso gioco di seduzione. Come dicevamo, è la perfezione. E per questo per noi è il Rosso dell’Anno.

Il famoso enologo italiano Daniele Cernilli direttore artistico del rinomato sito “doctorwine.it lo descrive come un vino dal colore rubino intenso e vivo, di buona concentrazione. I profumi sono già complessi, le note fruttate di mirtillo sono evidenti, così come quelle speziate e lievemente di cuoio, con sentori di grafite in sottofondo. Il sapore è teso, elegantissimo, con tannini fini, appena accennati, paragonabili a quelli dei grandi Pauillac, ma con una setosità maggiore ed un corpo avvolgente che lo conduce ad un finale anche sottile ma estremamente lungo. Raggiungerà la perfezione solo con qualche anno in più di bottiglia.

Cenni di storici sul vino Toscano Sassicaia

Nei primi anni venti, l’allora studente a Pisa, Mario Incisa della Rocchetta, ascoltando i più grandi di famiglia parlare di vini, sognava un giorno di creare un vino di razza. Il suo ideale, come per l'aristocrazia dell'epoca, era il Bordeaux.

Così il fatto venne descritto con una lettera a Veronelli nel 11/6/1974.

“L’origine dell’esperimento risale all’epoca compresa tra gli anni 1921 e il 1925, quando, studente a Pisa e spesso ospite dei Duchi Salviati a Migliarino, avevo bevuto un vino prodotto da una loro vigna sul monte di Vecchiano che aveva lo stesso inconfondibile “bouquet” di un vecchio Bordeaux da me appena assaggiato più che bevuto, (perché a 14 anni non mi si permetteva di bere vino) prima del 1915, a casa di mio nonno Chigi. Poi essendosi stabilito con sua moglie Clarice nella Tenuta San Guido sulla costa Tirrenica, sperimentò alcuni vitigni francesi (le cui barbatelle aveva recuperato dalla tenuta dei Duchi Salviati a Migliarino, e non dalla Francia) e concluse che il Cabernet aveva "il bouquet che ricercavo e che ricordavo da quando ero bambino.

Nessuno aveva mai pensato di fare un vino "bordolese" in Maremma, una zona sconosciuta sotto il punto di vista vinicolo. La decisione di piantare questa varietà nella Tenuta San Guido fu in parte dovuta alla somiglianza che egli aveva notato tra questa zona della Toscana e Graves, a Bordeaux. Graves, infatti, vuole dire ghiaia, il terreno in questa zona della Francia è particolarmente sassoso e caratteristico. Proprio come Sassicaia, in Toscana, denomina una zona con le stesse caratteristiche.

Avviata la ristrettissima produzione, dal 1948 al 1967, il vino rosso di Sassicaia rimase dominio strettamente privato, bevuto solo nella Tenuta. Ogni anno però, solo poche casse venivano messe a invecchiare nella cantina di Castiglioncello. Poi il marchese ben presto si rese conto che invecchiando il vino migliorava considerabilmente. Come spesso accade con i vini di grande levatura, quelli che prima erano considerati difetti, col tempo si trasformarono in virtù.

Successivamente, dopo aver assaggiato il vino nelle conviviali serate tra amici e parenti, Mario Incisa fu incitato ad approfondire i suoi esperimenti e perfezionare il suo stile di vinificazione rivoluzionario per quella zona. L'annata del 1968 fu la prima ad essere messa sul mercato, con un'accoglienza degna di un Premier Cru Bordolese.

Negli anni seguenti la cantina venne modernizzata e preparata per accogliere una produzione più consistente e raffinata, rispetto alla produzione domestica fin ora sviluppata. La cantina fu trasferita in locali a temperatura controllata, furono acquistati tini d'acciaio che rimpiazzarono i tini di legno per la fermentazione, e barriques francesi furono introdotte nel processo di vinificazione per ottimizzare l'invecchiamento.

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